Una storia incredibile

Ruian_farmer

Questa è l’incredibile storia di 徐祥顺 (Xu Xiangshun) che a dispetto del suo nome è un uomo di origine italiana, nato in Italia durante la seconda guerra mondiale e da genitori italiani. Xu Xiangshun vive in Cina da oltre 60 anni nella provincia di Wenzhou nel villaggio di ShenAo dove lavora come contadino e all’occorrenza svolge qualche mansione utile al villaggio. Nel 2001, al consolato italiano di Beijing si presentarono due uomini, contadini di mestiere (con carta d’identità cinese) intenti ad andare in Italia per ricongiungersi con i familiari nonostante non conoscessero nessun indirizzo per trovarli, altri non erano che Xu Xiangshun è suo figlio. Il visto gli viene inizialmente negato. Ma al consolato, incuriositi da come un contadino che parla solo  dialetto wenzhounese dai tratti somatici non orientali possa avere dei parenti italiani in Italia.

Ma ripercorriamo la sua storia…

Il nome italiano di Xu Xiangshun è Alvaro, nato in Italia nella periferia di Milano perde il padre ancor prima di nascere, ucciso sotto il fuoco nazista durante la seconda guerra mondiale. Dall’altra parte del mondo nel frattempo un uomo chiamato  Xu Dingfu, da solo, sceglie di partire alla volta dell’Italia dopo la morte della madre. Arrivato nel Belpaese decide di avviare un laboratorio di abbigliamento in pelle.

Poco dopo, Cendi la madre di Alvaro,  ancora incinta del piccolo venne assunta proprio nel laboratorio di Xu Dingfu . Mente in Italia come in Europa imperversava la guerra i due si innamorarono e si sposarono poco dopo. Qualche mese dopo nacque Alvaro a cui venne dato il nome cinese di Xu Xiangshun.

Tre anni più tardi Xu Dingfu venne fatto chiamare dal padre (Xu Aqiu) con la scusa di essere gravemente malato, quando invece stava benissimo, l’imprenditore cinese in fretta ritorna in patria per assistere il genitore portandosi con se Alvaro che al tempo parlava solo italiano.

Successivamente anche Cendi, dopo un viaggio di 15mila Km e senza l’approvazione dei genitori, raggiunge il marito e il figlio in uno sperduto villaggio dello Zhejiang, in Cina. Purtroppo presto cominciarono i disagi nel vivere in un posto così diverso dal proprio Paese di appartenenza. Dopo qualche anno e dopo aver dato alla luce una bambina sfortunatamente Cendi muore all’età di soli 31 anni.

Dopo la morte della moglie, Xu Dingfu perse gradualmente i rapporti con i suoceri in Italia e tanto meno le intenzioni di ritornare svanirono del tutto. Si sposò poi con una donna del posto. Fortunatamente Xu Dingfu trattò benissimo il figliastro italiano, come se fosse suo. Alvaro cresce sano e forte, si guadagna da vivere facendo lavori manuali. Lavora come contadino arando i campi oppure bonificando territori dove erano presenti ordigni bellici (proprio durante un’escursione rimane coinvolto in un esplosione dove perde tre dita nella mano destra).

Dopo la morte della madre naturale i contatti di Alvaro con l’Italia si interrompono bruscamente nonostante il giovane non si sia mai rassegnato a rimettersi in contatto con i parenti italiani, aiutato anche dalla matrigna, che più volte accompagnò Alvaro al consolato italiano ma senza risultato. Poco dopo Xu Dinfgu, in punto di morte, rivela ad Alvaro che aveva nascosto tutti i suoi documenti italiani e quelli della madre nel muro della sua stanza da letto,ostacolando quindi un eventuale ricongiungimento con la famiglia italiana. Il motivo di questo gesto fu proprio perché non voleva separarsi dal figlio.

Successivamente Alvaro cresce e trova l’amore. Una giovane del villaggio (Su Fengyuan) da cui ha tre bambini che a loro volta gli danno dei nipoti.

Passano gli anni ma Alvaro non rinuncia, nonostante abbia passato gli ultimi cinquant’anni nel villaggio, al desiderio di incontrare nuovamente almeno una volta la sua famiglia italiana. Così, grazie anche all’aiuto di un amico, Alvaro torna al consolato italiano che dopo aver ascoltato la sua vicenda decide di sostenere le spese del viaggio per lui e il figlio. I due partono quindi alla volta dell’Italia e dopo 50 anni Alvaro si ricongiunge con i suoi cari. Nonostante non possa esprimersi in italiano i parenti lo esortano a rimanere in Italia ma quest’ultimo rifiuta in quanto ritiene che le sue origini siano ormai cinesi e dall’altra parte del mondo c’è una moglie ad aspettarlo.

Alvaro dopo tutti questi anni trascorsi nel villaggio si sente completamente cinese, sua moglie è cinese, i suoi figli sono cinesi, parla solo cinese e quando passerà a miglior vita vorrà essere sepolto in Cina.

Questa storia che in Italia non conosce praticamente nessuno a mio avviso è una storia incredibile. Una storia di guerra, di amore, di rinunce, di chi è in cerca di una vita migliore…

Non vi nascondo che interessandomi alla storia di quest’uomo mi sono profondamente commosso. Pensare a cosa ha passato Alvaro rende improvvisamente alcuni problemi della vita quotidiana così piccoli ed insignificanti. Tuttora in Cina uno straniero è guardato come se fosse un alieno ed anche una relazione tra uno straniero e una cinese molte volte non è approvata dai genitori della ragazza. Se oggi la situazione è così provate ad immaginare come poteva essere cinquanta anni fa. Però, il fatto che Alvaro o Xu Xinagshu, il nome non ha importanza, sia una persone felice nonostante tutto è uno stimolo a guardare le cose diversamente, sotto un altro punto di vista.

Questa è soltanto una delle tante piccole storie di vita di perfetti sconosciuti che per una fortuita coincidenza vengono raccontate, pensate quante storie come questa esistono nel mondo che aspettano solo di essere scoperte…

Questo è il video con la storia di Xu Xiangshun raccontato da una tv cinese (sottotitoli in inglese). Il video non parte subito skippate direttamente a 1:28

res04_attpic_briefXU XIANGSHUN

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