Fuochi d’artificio

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“La pirotecnica è l’arte e lo studio della fabbricazione dei fuochi d’artificio a fini di divertimento e spettacolo. La storia della pirotecnica affonda le sue origini in epoca remota, addirittura nell’VIII secolo in Cina. (cit. wikipedia)”

Ecco, lo scopo principale dell’arte, immagino, sia quello di suscitare emozioni in chi guarda, ascolta e tocca l’opera. Nel mio caso, ma credo questa regola valga un po’ per tutti, l’arte deve scaturire meraviglia a prescindere dal senso (dei 5) che viene coinvolto.

È un piacere la notte del 31 dicembre affacciarsi al balcone e godersi lo spettacolo dei fuochi oppure, non so, a Ferragosto sulla spiaggia, sdraiati con il rumore del mare in sottofondo, magari con la tua dolce metà, non c’è niente di più romantico.

Bene, tutte queste scene idilliache in Cina si trasformano in film horror. Avete presente in Italia quando dei ragazzini cominciano a sparare qualche minicicciolo a novembre destando non poco fastidio a chi magari se ne sta li tranquillo sul divano di casa. Ecco, in Cina questo può succedere ogni santo giorno, senza limiti, senza orario. E non con un semplice e innocuo petardo che dall’alto del mio piccolo appartamento al 9° piano dovrebbe causare solo un flebile suono. NO! bombe a mano, molotov, missili terra-aria è questo l’arsenale bellico che i bombaroli cinesi sparano allegramente quando lo ritengono più opportuno, giorno o notte non ha importanza, qualsiasi ora è quella giusta. Perché si spara? per i motivi più disparati. Si è comprata la macchina nuova?  vai di petardi! Casa nuova? petardi! il figlio prodigio prende una A nel compito di matematica? Booooom, petardi! non c’è limite ai pretesti per andare ad acquistare un vero e proprio arsenale. E quindi può capitare che in una domenica tranquilla come questa, quando si è pianificato di dormire fino all’ora di pranzo per smaltire la stanchezza accumulata in settimana, un gruppetto di guerriglieri cominci a far fuoco sin dalle prime ore del mattino.

Il limite della sopportazione (ampiamente superato), però, l’ho raggiunto qualche mese fa quando i miei vicini purtroppo subirono un lutto improvviso. Mentre in Italia si accompagna, nell’ultimo viaggio dall’abitazione al cimitero il defunto nel silenzio più assoluto, qui pensarono bene di rendergli omaggio con una serie di party e fuochi d’artificio a raffica per una settimana intera, giorno e notte. Addirittura, nell’atrio, del palazzo i parenti organizzarono una vera è propria band con strumenti musicali a me sconosciuti. Le loro performance migliori andavano in scena verso le due di notte circa. Ma ora sto divagando… colpa del nervosismo!

Tutte queste situazioni mettono a dura prova il povero occidentale, ma se viste dal giusto punto di vista ti danno la possibilità di carpire aspetti, forse i più originali, di un Paese come questo, dove usi e costumi stanno gradualmente scomparendo.

Ps in cinese fuochi d’artificio si dice 烟花  (yan hua).  烟 significa fumo  花  fiore. Fiori di fumo, carino no?

Due giovini mostrano con orgoglio il nuovo ordigno.

Due giovini mostrano con orgoglio il nuovo ordigno.

Particolare tecnica di sparo utilizzata nel sud-est

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