Piccole differenze culturali

suicidio

Accendo la tv e c’è una giovane ragazza cinese che sta effettuando un test su se stessa: dopo quante birre comincia a delirare. Ora, premettendo che è in prima serata e in uno dei canali principali perplesso mi chiedo ma che diamine di test è!?. Ho intuito,poi, che lo scopo ultimo era mostrare la pericolosità dell’alcol e gli effetti che un abuso eccessivo comporta. Si ma dove sono dottori, esperti, statistiche, documenti!? niente di tutto questo solo una tenera fanciulla che si scola quatto birre 66cl in diretta.

A parte questa fuorviante introduzione al post volevo parlarvi di due episodi che mi sono capitati recentemente e che, a mio avviso, sono molto indicativi per capire alcune differenze tra occidentali e orientali.

Il primo episodio è avvenuto la settimana scorsa, quando sono stato invitato a cena da un’amica. Luogo dell’incontro: il nuovo ipermercato aperto vicino Xixi wetland park, uno di quelli enormi super luccicanti, dove il piano superiore è dedicato esclusivamente a ristorantini di ogni genere. Purtroppo il centro dista 40 minuti di motorino da casa mia.Quindi non proprio dietro l’angolo. Ci scambiamo qualche messaggio su wexin (il whatsapp cinese) per organizzarci, decidendo che ci saremmo visti il giorno seguente all’entrata del ristorante scelto. Alle mie ripetute richieste riguardo l’ora esatta dell’incontro la risposta è sempre stata “ad ora di cena” facendomi presagire il peggio.

Il giorno seguente mi faccio coraggio e sfido il caldo, la pericolosità delle strade cinesi,strani presagi e vado. Arrivo verso le 6 del pomeriggio circa. Ovviamente come da pronostico lei non c’è. La telefono “ehi, dove sei?” – “sono sul bus, sto arrivando” (sentendo in sottofondo un rumore di lavatrice).  Passano 40 minuti e la richiamo “ehi allora, dove sei?” –  “sono alla fermata arrivo” – “si ma quale ferm…” – “tu tu tu tu”. Passano altri 30 minuti e decido di farmi un giro per il centro commerciale. Dopo un ora girando senza meta nell’enorme shopping mall sono in grado di realizzare una perfetta planimetria di tutto il centro. Sono le 8 passate, la richiamo cercando di reprimere l’istinto omicida “ehi allora dove c.. dove sei finita?” – “sono al primo piano, arrivo al ristorante aspettami fuori”. Passano altri 20 minuti quando finalmente arriva. Ceniamo, scherziamo e passiamo una bella serata. Durante la cena provo ad accennare al fatto che l’ho aspettata per oltre 2 ore, lei apparentemente indispettita dice “io ero qui alle 2 del  pomeriggio e ti ho aspettato per 3 ore prima di ritornare a casa!”.  Io non sapevo cosa dire ed ho riso come un ebete e così anche lei.  A Napoli quando ci si da appuntamento funziona più o meno in questo modo:  “a che ora ci vediamo?” – “Ce verimm’ ‘a via re’ nove, nov e’ mezz” (ci vediamo per le nove-nove e trenta).  Non esiste un orario preciso, ci vediamo intorno quell’ora… si ma quale!? Certo in Cina siamo ben oltre, la concezione del tempo è totalmente differente e quasi impossibile da concepire per noi.

Il secondo episodio riguarda un collega di università. Un ragazzo Coreano, sposato e con figli (nonostante sia molto giovane), cristiano e parla perfettamente inglese.  Qualche giorno fa ha postato sulla sua pagina facebook le foto di un matrimonio, quello della madre. Un’adorabile signora di mezza età che dopo 20 anni si è risposata con un uomo della stessa generazione. Dalle foto dei festeggiamenti si notava una cerimonia sobria ed elegante, in perfetto stile coreano moderno (pyebaek). Però, tra le foto non vedevo lui, il mio amico. Incontrato, poi in università, gli ho chiesto come fosse stata la cerimonia ma la sua risposta è stata “non lo so, non ci sono andato”. Ammetto che la replica mi ha spiazzato ma la spiegazione ancora di più. Non è potuto essere presente perché aveva già preso un impegno con l’università per partecipare ad un’attività extrascolastica. Anche in questo caso non sapevo cosa pensare, tu non hai assistito al matrimonio di tua madre, non di una cugina di 3°, per partecipare a cosa!? Potremmo ora discutere sulla serietà dei coreani per quanto riguarda gli impegni presi oppure del fatto che gli studenti asiatici sono riconoscenti verso le università che hanno frequentato anche dopo essersi laureati, basta pensare che in molti anche a distanza di anni dalla laurea fanno versamenti gratuiti alle università solo per riconoscenza. Tuttavia al laowai tutte queste situazioni sembrano assurde ed inconcepibili. Sinceramente è da un po’ che ho smesso di arrabbiarmi o cercare spiegazioni alle situazioni che mi capitano qui, ho semplicemente smesso perché una spiegazione non esiste, e nessuna delle due filosofie di pensiero (quello occidentale e quello orientale) è giusta o sbagliata, è semplicemente diverso.

 

La giovane tester - in sovraimpressione "meglio che torni a casa a farti una doccia e una dormita!

La giovane tester – in sovraimpressione “meglio che torni a casa a farti una doccia e una dormita!

 

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