Guidare in Cina: istruzioni per l’uso.

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Così come nella savana africana o come nella giungla sudamericana in Cina, per strada, non esistono regole se non quella del più forte. Dove l’enorme SUV fa la parte del leone mentre il pedone quella del povero agnellino. 

Ma andiamo per categorie:

Autobus e Suv: sono i padroni incontrastati della strada in quanto mezzi più grandi e costosi a cui è permesso tutto ma proprio tutto. Stenderti per strada o parcheggiarti dentro casa. A loro è consentito.

Taxi: offrono un servizio pubblico quindi hanno precedenza su TUTTO e TUTTI anche sulla papa mobile qualora passasse di qui.

Auto: diciamo che le auto utilitarie interpretano la parte delle iene, bestie infami non fanno vittime ma divorano la carogna. Si muovono senza un’apparente logica.

Scooter elettrici o e-bike (categoria a cui appartengo n.d.r.): sono i più sbarazzini e a mio avviso i più pericolosi nell’ecosistema stradale cinese. In questa categoria fa parte tutto ciò che ha due o più ruote spinte da un qualsiasi motore.

Pedoni e ciclisti: ahimè sono la specie più debole se presi singolarmente, ma possono fare la differenza se messi insieme. E i numeri in Cina parlano a loro favore.  In questa categoria invece troviamo risciò, tandem, carretti che trasportano l’improbabile, monocicli e qualsiasi cosa abbia almeno una camera d’aria.

Ecco, ora prendete tutte le 5 categorie e mettetele insieme in una qualsivoglia città cinese quello che uscirà fuori è qualcosa di molto simile all’apocalisse.

Ora non voglio ingigantire ma se c’è qualcosa che in Cina mette tutti i  laowai* d’accordo è che  le norme stradali non esistono.  Ma nemmeno il semplice buonsenso.

Le strade urbane cinesi sono enormi a tre corsie almeno (a Pechino ci sono tratti a 8 corsie) ma il traffico è sempre una costante. Ma allora perché di grazia? la risposta è una ed è assoluta: i cinesi non sanno guidare!

Per qualsiasi manovra anche quelle più basilari impiegano il doppio del tempo rispetto ai colleghi guidatori occidentali risultando piuttosto goffi. Inoltre, le più elementari regole non vengono rispettate.

  • Non esiste l’uso di inserire la freccia per svoltare, si svolta e basta senza pensarci come fosse un gesto naturale come bere un bicchiere d’acqua.
  •  Gli abbaglianti? vengono usati senza un minimo di attenzione tanto che ce frega se qualcuno nell’altra corsia si sta ribaltando perché accecato.
  • Gli specchietti? non servivano solo per permettere alla donna di aggiustarsi il trucco?
  • La Cina che fino a soli vent’anni fa era il Paese con più biciclette al mondo ora credo sia quello con più auto (e grazie al cielo non tutto possono permettersela). I cinesi sviluppano un rapporto con le loro autovetture quasi maniacale. Curano l’auto come se fosse il figlio maschio che non hanno mai avuto. Sempre pulitissime, sia fuori che dentro dove vengono addobbate con ciondoli e/o statuine di budda che recitano 出入平安  traducibile con speriamo di essere al sicuro… molti  inoltre nell’abitacolo all’altezza del parabrezza ripongono enormi bottiglie di profumo che per chissà quale irrazionale legge fisica rimane li senza muoversi.

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Tutto quello che invece accade ai lati della corsie ovvero nelle piste ciclabili e sui marciapiedi è un universo parallelo, dove i padroni incontrastati sono le motorette elettriche. Non pensate ad innocue biciclette ma a veri e propri scooter, mostri della strada che posso raggiungere anche i 70 Km/h e arrivano ad fare anche 100 km con una ricarica di 6 ore . Ad esempio questa è la 电动车 (dian dong che – e -bike) del mio eccentrico vicino:

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Nell’universo parallelo delle piste ciclabili è presente invece una sola e fondamentale regola: fare finta di nulla. Qualsiasi cosa accada.

Qui non esiste che qualcuno si indigna se il codice della strada viene violato o che provi ad aver ragione su qualcun altro, se non ci si scontra allora non c’è nemmeno bisogno di discutere. Non c’è ne il tempo ne la voglia,  quindi la strategia migliore da adottare (ad oggi usata da milioni di cinesi) è quella di fissare un qualsiasi punto a piacere all’orizzonte ed andare a tutto gas (anzi a tutto Watt) e buttarsi nella mischia. Estraniarsi completamente dall’ambiente esterno è fondamentale quando guidano sembra che l’anima abbandoni il loro corpo.

I semafori poi, sono punti di raccolta, dove per qualche minuto centinaia e centinaia di uomini con i propri mezzi, si incontrano andando momentaneamente in stand-by. O come la chiamo io la zombie mood.

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Rimanendo immobili e con lo sguardo vacuo non osano oltrepassare quella linea di confine  che delimita il loro territorio da quello dei predatori  più forti (suv, bus, taxi, betoniere, cingolati) almeno fino al momento in cui la luce non torni ad essere verde, verde speranza…

Però poi c’è sempre qualcuno fuori dal coro, qualcuno con quel guizzo in più, che vuole distinguersi dalla massa, che vuole essere in testa ed allora osa… valica il confine quando la luce che si riflette sul suo inespressivo volto è ancora rossa come il sangue vivo, ed in barba ai pericoli sfida i gradi predatori…

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Ma ahimè è questa la triste sorte che l’attende…

Che dici, te la senti di guidare in Cina??

* laowai: termine per definire gli occidentali più o meno dispregiativo.

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2 Pensieri su &Idquo;Guidare in Cina: istruzioni per l’uso.

  1. ahahah post fantastico, sto immaginando le scene di panico XD E se è un napoletano a descrivere queste scene allora possiamo star pur certi che agli occhi della restante popolazione mondiale sarà ancora peggio. Bravo “sommo” Ivano…

  2. Ahahah Dicono che chi sa guidare a Napoli puó tranquillamente guidare in qualsiasi parte del mondo… Ma è chiaro che la Cina ci batte! P.s. Scrivi sempre meglio 😉 Tvb

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