Considerazioni generali

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Uno dei motivi che rende la Cina attraente oltre che per la sua economia crescente è che in Cina si respira un’aria internazionale, molto più che in Italia. E considerando che la Cina è uno di quei Paesi che ha aperto le frontiere ai bianchi (e non) relativamente tardi è un bel controsenso. Si perché se vivi ad esempio a Shanghai –  hai la possibilità di vivere con persone proveniente da ogni parte del mondo generando un melting pot da far invidia a Londra o New york.

Ultimamente mi ritrovo spesso in quel di Shanghai ed ogni volta rimango sempre più stupito nel vedere come in questa città l’uso dell’inglese è sempre più diffuso anche dai non più giovanissimi. Vi racconto un episodio: una sera, girando tra i vicoletti nei dintorni del hotel dove alloggiavo improvvisamente cominciò a piovere. Entrando in un negozietto di quelli minuscoli dissi che mi serviva uno yu san 雨伞 mimando il gesto di aprire l’ombrello, con grande stupore l’adorabile vecchietta mi rispose con “you want umbrella”. Lo so, può sembrare una stupidaggine ma è significativo per chi vive in Cina magari in città “secondarie” è una sorpresa imbattersi in un signora avanti con l’età che cerca di esprimersi in inglese.

Mi è capitato anche, più e più volte, di chiedere informazioni in cinese e di essere risposto in inglese.

Quindi immagino che il livello di inglese crescente sia proporzionale al numero di laowai che ogni anno aumentano vertiginosamente nella terra di mezzo.

Certo è deprimente, considerando il livello di conoscenza inglese degli italiani, se anche la Cina ci supera. La maggior parte dei giovani in Italia anche laureati non riesce a mettere due parole insieme di senso compiuto in inglese e le uniche frasi che riescono a pronunciare sono “how are you” “how old are you”, “the pen is on the table” . Qualche volta ricevo email da persone che mi chiedono info sulla vita in Cina e che sono decisi a trasferirsi, alla mia domanda “parli cinese?” la risposta è sempre “no”. “L’inglese lo conoscerai bene immagino?” — “livello scolastico“.

Ma ragazzi scherziamo!? come si può minimamente pensare ad una trasferimento in oriente, ma questa regola vale per qualsiasi luogo nel mondo, se non si ha nemmeno una conoscenza intermedia della lingua locale. Poi senza l’inglese nel mondo non vali niente.

Il problema dell’Italia è che sostanzialmente è un Paese vecchio che non si è rinnovato negli anni ed è rimasto tutto fermo agli anni 60′.  Inoltre, l’italiano medio è molto provinciale. Fateci caso “non mangio queste o quelle schifezze” — “si però l’Italia è il Paese più bello del mondo” — “ almeno noi ci sappiamo vestire“. SVEGLIATEVI!

Sentirsi superiori senza mai essersi confrontati con nessuno all’infuori della propria cerchia non ha senso.

Ecco, il problema principale è che all’interno dei propri confini con una borsa LV o guidando la nuova 500 a righe (lapo insegna) ci si sente i padroni del mondo ma è quando si mettono i piedi fuori dai propri confini che si vede la stoffa di una persona. Bisogna cavarsela senza papà e mamma che vi fanno trovare il piatto a tavola pronto. Sono serio quando dico che conosco gente che non sa nemmeno prepararsi un piatto di pasta in bianco.

È vero c’è la crisi, non lo nego, ma non è una giustificazione per non uscire dal tetto sicuro e chiudersi nell’immobilismo, fate attenzione al tempo che passa…

Spesso quando torno in Italia mi viene sempre chiesto da donne un parere sulle donne cinesi ed io imbarazzato rispondo “più o meno simili” ma la verità è che la maggior parte delle ragazze cinesi a 18 anni abbandona il tetto di casa e sono AUTONOME. Sono più indipendenti e intraprendenti. Cosa impensabile per un ragazza sotto i 30 italiana.

Perché scrivo questo post? la verità è che volevo scrivere altro ma una nuova mail con “alto contenuto di domande stupide” è giunta nella mia casella di posta elettronica e mi ha fatto virare come nemmeno un F14 l’andamento del post.

Vorrei concludere esortandovi a viaggiare il più possibile ma non i week end a Berlino, Londra, Massa lubrense… ma vi invito a fare esperienze all’estero,vedere come si vive in altri posti, immedesimarsi in altre culture, apprendere tradizioni e vivere situazioni  completamente nuove e solo allora vi crederò quando direte “l’Italia è il Paese più bello del mondo”.

Tra vent’anni non sarete delusi delle cose che avete fatto ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l’ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite.

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