La globalizzazione e la chirurgia estetica

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La globalizzazione non ha solo la funzione di far girare merce da una parte all’altra del globo ma è una vera e propria finestra sul mondo. Ed è così che seduti dal divano di casa possiamo vedere un anime giapponese, una telenovelas brasialiana o un K-drama coreano. Grazie ad internet abbiamo accorciato le distanze ed è quindi possibile grazie a un click conoscere mode e tendenze di Paesi lontani e farle proprie.

Può infatti capitare che una teenagers giapponesi potrebbe decidere di sottoporsi ad un’operazione chirurgica agli occhi dopo aver visto una puntata della sua serie preferita americana! In realtà la pratica di sottoporsi ad operazione chirurgiche per avere dei tratti più “occidentali” è una pratica ormai consolidate che negli ultimi dieci anni ha visto nascere cliniche private specializzate in queste operazionii. Soprattutto in Corea del Sud dove Seoul è diventata la Beverly hills d’oriente. Pensate che la chirurgia è talmente diffusa che è possibile trovare pubblicità per strada o all’uscita delle metro. Esistono addirittura pacchetti creati ad hoc per studenti universitari.

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L’operazione più gettonata è assolutamente quella per ingrandire le palpebre. La cantoplastica consiste in un’intervento di pochi minuti in anestesia locale e dopo qualche giorno è possibile avere occhi da far invidia alle winks. Questi interventi sono molto gettonati tra le donne giapponesi ma anche in Cina e Corea si sta sviluppando questa pratica.

I risultati sono alquanto discutibili talvolta irreali, soprattutto, considerando che da sempre l’occhio a mandorla esercita gran fascino su noi occidentali.

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Un’altra tendenza tutta asiatica meno invasiva è quella di riuscire ad avere la pelle bianca (quasi pallida) come delle bambole di porcellana ricorrendo all’uso di creme schiarenti dalla composizione chimica discutibile. Oltretutto con l’accortezza di non esporsi MAI ai raggi solari. La pelle abbronzata è considerata rozza, ed indica “appartenenza” ad un ceto sociale basso.

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Tornando però al discorso della globalizzazione può anche succedere che un ragazzo occidentale dopo aver letto un manga giapponese o visto una serie coreana decida di voler assumere le sembianze di un tipico ragazzo asiatico…

Succede a Max un avvenente ragazzo brasiliano (biondo ed occhi azzurri) che dopo aver studiato per un certo periodo di tempo in Corea si sente profondamente innamorato di quella terra e del loro stile di vita. Quindi decide di sottoporsi ad una serie di interventi tale da renderlo a tutti gli effetti come un K-pop celebrity. A voi le scelta se ha fatto bene o pure no…

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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